Foto & video

Please wait while JT SlideShow is loading images...

News

Notizie su Nonna Quercia

Cremona. Ancora in sospeso il progetto che per gli ambientalisti avrà un effetto devastante sull’ habitat golenale Il rebus del terzo ponte sul Po Niente concessionaria e 220 milioni pubblici da investire Azionista Per il presidente della Provincia Salini l’ opera è indispensabile Oreste Perri Forse a suo tempo si poteva pensare a una soluzione diversa DAL NOSTRO INVIATO CREMONA - Adesso che sono passati quattordici anni da quando prese corpo l’ idea del terzo ponte sul Po e sette dal primo progetto, Cremona continua ad attendere. Se si farà, quest’ opera da 220 milioni, un’ autostrada lunga in tutto quasi 10 km che dovrebbe collegare il casello della A21 di Castelvetro Piacentino al porto di Cremona e alla Codognese, a ovest della città, sarà l’ ennesima opera della discordia. Perché, oltre all’ impegno finanziario particolarmente gravoso in tempo di crisi, con le casse pubbliche vuote, la bretella andrebbe ad attraversare siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale come l’ «Isola del deserto», con la perdita - dicono gli ambientalisti - di mille ettari di habitat di grande pregio. L’ iter comunque procede e l’ ultimo passaggio è stato la scorsa estate con il decreto ministeriale che ha dichiarato l’ opera di pubblica utilità, autorizzando quindi gli espropri. Ma sul futuro, oltre al problema economico, incombe un’ altra incognita. Il progetto dovrebbe essere realizzato dalla società che gestisce la A21, ma la concessione a Centropadane spa (di cui gli azionisti principali sono Provincia di Brescia e Provincia di Cremona) è scaduta nel settembre scorso e dal governo non è arrivata nessuna decisione su una delle due ipotesi possibili (proroga della concessione o gara) mentre Anas ha detto che «non è previsto alcun rinnovo». È furibondo il presidente della Provincia, Massimiliano Salini, che con lo stallo attuale vede il rischio di perdita di valore della quota detenuta (15,54%). Ma è anche un convinto sostenitore dell’ utilità dell’ opera che - dice - è ampiamente sostenibile dal punta di vista economico, con un costo netto di 18 milioni a km. «Si tratta - spiega - di un collegamento indispensabile in un’ area strategica di traffico enorme che risolve l’ annoso problema dell’ attraversamento del Po». Il sindaco di Cremona, Oreste Perri, sottolinea l’ urgenza del nuovo collegamento, soprattutto dopo la chiusura al traffico dei mezzi pesanti sul vecchio ponte in ferro. E le critiche degli ambientalisti? «Esiste sempre la possibilità di un progetto migliore - dice Salini - ma questa ci sembrava la soluzione più realistica ed ha già avuto l’ ok ministeriale alla valutazione di impatto ambientale». Perri crede che «forse a suo tempo si poteva pensare a fare un nuovo ponte tra quello della ferrovia e quello stradale, ma oggi non c’ è scelta. Certo - aggiunge il sindaco - che mi preoccupo degli aspetti ambientali, ma devo anche pensare che se oggi crollasse il vecchio ponte come è successo a Piacenza, la città resterebbe isolata». Gli ambientalisti (mentre pendono tre ricorsi al Tar) contestano prima di tutto i dati sui flussi di traffico, ritenendo assurda la stima di 43.700 veicoli nel 2033. Per Legambiente, che sottolinea anche il parere fortemente critico dato dalla Regione Emilia, nel cui territorio si troverebbero i tre quarti del tracciato, «quel raccordo è l’ ennesima aggressione alla campagna del Po e non accorda benefici rilevanti alla mobilità di merci e persone, avendo invece effetti devastanti su alcuni degli ambienti più pregiati del fiume». Una valutazione condivisa dal Fai, il Fondo per l’ ambiente italiano. Anche per il Comitato intitolato alla «Grande nonna quercia», l’ albero pluricentenario che sarà sfiorato dall’ autostrada, l’ opera è dannosa e inutile, sovradimensionata e basata su stime di traffico errate. «Nel 2010 - dicono - l’ Associazione industriali di Cremona ha stilato un elenco delle opere necessarie per dare sviluppo al territorio, dall’ allargamento della Paullese alla Cremona-Mantova. Ma non c’ è traccia del terzo ponte sul Po». Luigi Corvi RIPRODUZIONE RISERVATA Corvi Luigi Pagina 12 (19 aprile 2012)] Cremona Ancora in sospeso il progetto che per gli ambientalisti avrà un effetto devastante sull' habitat golenale Il rebus del terzo ponte sul Po

Niente concessionaria e 220 milioni pubblici da investire Azionista Per il presidente della Provincia Salini l' opera è indispensabile Oreste Perri Forse a suo tempo si poteva pensare a una soluzione diversa

DAL NOSTRO INVIATO CREMONA - Adesso che sono passati quattordici anni da quando prese corpo l' idea del terzo ponte sul Po e sette dal primo progetto, Cremona continua ad attendere. Se si farà, quest' opera da 220 milioni, un' autostrada lunga in tutto quasi 10 km che dovrebbe collegare il casello della A21 di Castelvetro Piacentino al porto di Cremona e alla Codognese, a ovest della città, sarà l' ennesima opera della discordia. Perché, oltre all' impegno finanziario particolarmente gravoso in tempo di crisi, con le casse pubbliche vuote, la bretella andrebbe ad attraversare siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale come l' «Isola del deserto», con la perdita - dicono gli ambientalisti - di mille ettari di habitat di grande pregio. L' iter comunque procede e l' ultimo passaggio è stato la scorsa estate con il decreto ministeriale che ha dichiarato l' opera di pubblica utilità, autorizzando quindi gli espropri. Ma sul futuro, oltre al problema economico, incombe un' altra incognita. Il progetto dovrebbe essere realizzato dalla società che gestisce la A21, ma la concessione a Centropadane spa (di cui gli azionisti principali sono Provincia di Brescia e Provincia di Cremona) è scaduta nel settembre scorso e dal governo non è arrivata nessuna decisione su una delle due ipotesi possibili (proroga della concessione o gara) mentre Anas ha detto che «non è previsto alcun rinnovo». È furibondo il presidente della Provincia, Massimiliano Salini, che con lo stallo attuale vede il rischio di perdita di valore della quota detenuta (15,54%). Ma è anche un convinto sostenitore dell' utilità dell' opera che - dice - è ampiamente sostenibile dal punta di vista economico, con un costo netto di 18 milioni a km. «Si tratta - spiega - di un collegamento indispensabile in un' area strategica di traffico enorme che risolve l' annoso problema dell' attraversamento del Po». Il sindaco di Cremona, Oreste Perri, sottolinea l' urgenza del nuovo collegamento, soprattutto dopo la chiusura al traffico dei mezzi pesanti sul vecchio ponte in ferro. E le critiche degli ambientalisti? «Esiste sempre la possibilità di un progetto migliore - dice Salini - ma questa ci sembrava la soluzione più realistica ed ha già avuto l' ok ministeriale alla valutazione di impatto ambientale». Perri crede che «forse a suo tempo si poteva pensare a fare un nuovo ponte tra quello della ferrovia e quello stradale, ma oggi non c' è scelta. Certo - aggiunge il sindaco - che mi preoccupo degli aspetti ambientali, ma devo anche pensare che se oggi crollasse il vecchio ponte come è successo a Piacenza, la città resterebbe isolata». Gli ambientalisti (mentre pendono tre ricorsi al Tar) contestano prima di tutto i dati sui flussi di traffico, ritenendo assurda la stima di 43.700 veicoli nel 2033. Per Legambiente, che sottolinea anche il parere fortemente critico dato dalla Regione Emilia, nel cui territorio si troverebbero i tre quarti del tracciato, «quel raccordo è l' ennesima aggressione alla campagna del Po e non accorda benefici rilevanti alla mobilità di merci e persone, avendo invece effetti devastanti su alcuni degli ambienti più pregiati del fiume». Una valutazione condivisa dal Fai, il Fondo per l' ambiente italiano. Anche per il Comitato intitolato alla «Grande nonna quercia», l' albero pluricentenario che sarà sfiorato dall' autostrada, l' opera è dannosa e inutile, sovradimensionata e basata su stime di traffico errate. «Nel 2010 - dicono - l' Associazione industriali di Cremona ha stilato un elenco delle opere necessarie per dare sviluppo al territorio, dall' allargamento della Paullese alla Cremona-Mantova. Ma non c' è traccia del terzo ponte sul Po». Luigi Corvi RIPRODUZIONE RISERVATA

Corvi Luigi

Pagina 12

(19 aprile 2012)-Corriere della sera

   

SALVIAMO NONNA QUERCIA

Stamattina io e Franco (Modena City Ramblers) siamo intervenuti alla conferenza stampa per salvare Nonna Quercia se volete saperne di piu' visitate il sito www.salviamononnaquercia.com firmando la petizione oppure sulla pagina facebook omonima. Dateci una mano a sostenere questa sacrosanta causa… ♥ nature! O.

 
Pagina 1 di 2